Pubblicato il 23/09/2026
Guide
Come funziona un nome di dominio? Spiegato in modo semplice
Ha acquistato miaazienda.it e ora le parlano di DNS, di record A, di propagazione… Niente di tutto questo è complicato una volta capita una sola idea: un nome di dominio è una rubrica. Ecco come funziona, cosa deve sapere per il suo sito — e cosa è già fatto per Lei con Leopar.
Un nome di dominio è un numero di telefono con un nome sopra
Su Internet, ogni server ha un indirizzo fatto di cifre, per esempio 15.237.40.212. Nessuno vuole ricordarselo. Il nome di dominio serve a mettere davanti un nome leggibile: quando digita miaazienda.it, il suo browser chiede prima a una rubrica «qual è l'indirizzo numerico dietro questo nome?», poi si collega a quell'indirizzo.
Questa rubrica si chiama DNS (Domain Name System). Non esiste una sola rubrica ma migliaia, che si ricopiano a vicenda — ecco perché una modifica impiega a volte qualche ora per essere vista ovunque. Si chiama propagazione.
Comprare un dominio non significa comprarlo per sempre
Un nome di dominio si affitta di anno in anno presso un registrar (Aruba, Register.it, GoDaddy…). Finché paga, è suo e nessuno può prenderlo. Se dimentica di rinnovarlo, torna libero dopo un periodo di tolleranza — e qualcun altro può registrarlo. È il punto di attenzione numero uno: attivi sempre il rinnovo automatico.
Vuole sapere se un nome è libero? Verificare la disponibilità di un nome di dominio richiede dieci secondi. E se il prezzo la sorprende, questa guida spiega cosa si nasconde dietro un dominio «a basso costo».
I record DNS: le uniche righe della rubrica che la riguardano
La «zona DNS» del suo dominio è un elenco di righe. Ogni riga dice: per questo uso, vai a questo indirizzo. Ecco i quattro tipi che incontrerà, e cosa fanno.
| A | «Il sito è qui.» Fa puntare il nome verso l'indirizzo numerico del server che ospita il suo sito. È la riga che fa esistere il suo sito. |
| CNAME | «Questo nome è un alias di un altro.» Per esempio www.miaazienda.it che rimanda a miaazienda.it. |
| MX | «La posta arriva qui.» Indica il server che riceve le e-mail inviate a @miaazienda.it. Non riguarda il sito, solo la posta elettronica. |
| TXT | Una nota libera, letta da alcuni servizi per verificare che il dominio sia davvero suo (Google, mittenti di e-mail…). |
Ricordi soprattutto questo: perché un sito si visualizzi, serve un record A che punti verso il server giusto. Tutto il resto è facoltativo.
Perché «non funziona ancora» subito dopo una modifica
Ogni riga DNS ha una durata di validità (il TTL, spesso un'ora). Le rubriche intermedie conservano la vecchia risposta fino alla scadenza di questo termine. Risultato: Lei modifica un record, il suo vicino vede già il nuovo sito, e Lei ancora quello vecchio. Non è un guasto. Nella grande maggioranza dei casi tutto è allineato in meno di un'ora; conti fino a 24 ore nei casi estremi.
Due riflessi semplici: svuotare la cache del browser, oppure provare dal telefono in 4G (che non usa la stessa rubrica del suo router di casa).
Con o senza «www»?
Entrambi devono funzionare, e uno deve reindirizzare verso l'altro — altrimenti Google vede due siti identici. Oggi l'uso corrente è fare di miaazienda.it l'indirizzo principale, e di www.miaazienda.it un reindirizzamento verso di esso. Tecnicamente: un record A sul nome nudo, un CNAME su www, e un reindirizzamento lato server.
Cosa fa Leopar per Lei
Quando prende un sito su Leopar, il nome di dominio è incluso e registrato a suo nome: lo registriamo noi, impostiamo il record A verso il suo server dedicato, attiviamo l'HTTPS, e il rinnovo è automatico finché il suo sito è online. Non apre mai una zona DNS.
Ha già un dominio presso un altro registrar? Lo tiene: le inviamo l'unica riga da modificare presso di lui (un record A verso l'indirizzo del suo server), e il suo sito è visibile su un indirizzo di prova in attesa che la propagazione sia completata. Rifare il proprio sito mantenendo il dominio descrive questo passaggio nel dettaglio.
Una cosa che non facciamo, e che preferiamo dirle: Leopar non fornisce una casella e-mail con il nome del suo dominio. Il sito, sì; la posta elettronica, no.
Domande frequenti
Posso cambiare hosting mantenendo il mio nome di dominio?
Sì, sempre. Il dominio e l'hosting sono due cose distinte: cambiare hosting equivale a cambiare il record A, niente di più.
Il mio dominio scade tra tre giorni, cosa succede?
Lo rinnovi subito. Passata la scadenza, il sito si ferma, poi il nome torna libero per chiunque dopo il periodo di tolleranza.
Quanto tempo serve perché un nuovo dominio funzioni?
Qualche minuto per la registrazione, fino a qualche ora perché il record A sia visto ovunque.
Il .it è meglio del .com?
Per un'attività in Italia, il .it ispira fiducia e spesso costa meno. Il .com resta il riflesso internazionale. La cosa migliore: prendere il primo libero dei due che corrisponde al suo nome.